Pensieri lenti e /veloci/

Sistema 1 e Sistema 2

Le modalità di pensiero individuate nel corso degli anni dagli psicologi hanno assunto il nome di:

  • Sistema 1: veloce ed automatico;
  • Sistema 2: conscio e raziocinante.

Tipicamente il Sistema 1 è il generatore delle impressioni e delle sensazioni sulla base delle quali il Sistema 2 opera le sue scelte.

Una delle caratteristiche principali del Sistema 2 è quella di indirizzare l’attenzione e tutti abbiamo esperienza nel fatto che, quando si è intensamente concentrati, a volte alcuni particolari che in condizioni normali sarebbero stati evidenti ci sfuggono. Stiamo parlando del fenomeno del “gorilla invisibile”: l’orientamento dell’attenzione è una caratteristica del Sistema 1, ma dipende dal grado di attenzione indirizzata verso lo stimolo.

La mente, come tutte le cose in natura, funziona secondo il principio del minimo dispendio energetico (o legge del minimo sforzo); questo significa che il Sistema 2 (lento ed energivoro) viene attivato dal Sistema 1 solamente all’occorrenza (quando il Sistema 1 non sa rispondere). Questo modo di ripartizione dei compiti, in cui un sistema fa predizioni e l’altro viene chiamato ad-hoc per decisioni complesse, funziona generalmente molto bene ma è soggetto a errori sistematici (bias) che commette in situazioni specifiche. L’illusione di Müller-Lyer (illusione visiva) è un tipico esempio di conflitto tra i due sistemi.

L’allocazione dell’attenzione è frutto di un lungo affinamento evolutivo: orientarsi correttamente e rispondere più velocemente possibile alle minacce accresce notevolmente la possibilità di sopravvivere in natura; infatti, anche per l’uomo moderno, in caso di pericolo è il Sistema 1 a prendere il controllo per reagire alla minaccia.

Pensiero ed autocontrollo

Una cosa interessante da notare è che il pensiero intenzionale e l’autocontrollo sembrerebbero attingere allo stesso limitato budget di sforzo per cui sono entrambi forme di lavoro mentale (o cognitivo): quando si sostiene una corsa veloce è molto difficile non pensare alla corsa e cercare di impegnarsi in ragionamenti complessi. Questo ha come diretta conseguenza il fatto che il Sistema 1 influisce maggiormente sui comportamenti di un individuo quando il Sistema 2 è indaffarato: le persone cognitivamente indaffarate hanno più probabilità di compiere scelte egoistiche, di utilizzare un linguaggio sessista o di formulare giudizi superficiali.

Come tutti i lavori, anche l’autocontrollo genera stanchezza. Ne è un esempio il fenomeno di “deplezione dell’Io” in cui dopo aver generato un carico cognitivo viene richiesto uno sforzo fisico che risulta inferiore rispetto a quando il carico cognitivo non viene applicato. A questo si aggiunge il fatto che, oltre ad essere energivoro, il Sistema 2 spesso è anche “pigro”: spesso le persone pur di “non pensare” si accontentano di una risposta superficiale. Keith Stanovich, che ha a lungo studiato i concetti di intelligenza e razionalità, sostiene che l’intelligenza non rende le persone immuni da bias e che il pensiero superficiale (pigro) sia un difetto della mente riflessiva e un cattivo funzionamento della razionalità.

Il lavoro cognitivo non è sempre avversivo e lo psicologo Mihaly Csikszentmihalyi ha coniato il temine “flusso”:

Quote

“quello stato di concentrazione naturale, una concentrazione così profonda da far perdere il senso del tempo, di se stessi e dei propri problemi.”

Priming

Quando si sente o si legge un certo termine è più probabile che, per un certo lasso di tempo, la nostra mente cercherà associazioni con quella parola. Questo è quello che viene definito come effetto priming, ovvero la sensibilizzazione della nostra mente verso un determinato stimolo ed è uno dei principi di base della pubblicità. Una cosa interessante è che la sensibilizzazione della nostra mente si espande come le increspature sull’acqua e da un singolo stimolo nascono molteplici associazioni: ad esempio le persone stimolate dal denaro tendono a diventare più indipendenti e sono anche tendenzialmente più egoiste.

Bias di credenza e conferma

A quanto risulta dagli studi condotti da Daniel Gilbert, è il Sistema 2 quello deputato a dubitare e a non credere. Questo però fa sì che, nel momento in cui il Sistema 2 è indaffarato oppure è stanco, tendiamo più facilmente a credere a messaggi persuasivi ed inconsistenti (come quelli della pubblicità).


Riferimenti

  • D. Kahneman, Pensieri lenti e veloci. Milano: Mondadori, 2020